12 SETTEMBRE

Appalti sotto soglia, Anac propone un sistema di rotazione degli inviti più elastico

L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), dopo il Correttivo al Codice Appalti, ha messo in consultazione un documento (Contratti sotto la soglia comunitaria aggiornate al D.lgs. 56/2017) che sostituirà le linee guida n. 4 (Contratti sotto la soglia comunitaria, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2016) e ha invitato gli operatori ad esprimersi su una serie di proposte alternative.
Secondo l’Anticorruzione ci sono degli aspetti irrisolti per rendere il mercato degli appalti più spedito, ma sempre con un occhio di riguardo alla legalità.
Gli operatori potranno esprimere le loro osservazioni fino a lunedì 25 settembre.
Principio di rotazione degli inviti più elastico
Sul principio di rotazione degli inviti nelle gare sotto soglia si è recentemente pronunciato anche il Consiglio di Stato, ribadendo la sua obbligatorietà.
Tuttavia, l’Anac propone regole più elastiche, senza perdere di vista la tutela della legalità e della concorrenza, sulla base di una serie di considerazioni.
In primo luogo, l’esclusione a priori dell’operatore uscente significa che la Stazione Appaltante dovrà privarsi di un soggetto che si è comportato in modo corretto ed efficiente.
A sua volta l’operatore, sapendo che non sarà richiamato, non sarà incentivato a mantenere un comportamento corretto, anzi, ci sarà il rischio che formuli offerte molto competitive per prestazioni che poi non sarà in grado di mantenere.
D’altra parte, l’Anac invita a considerare che il consolidarsi di rapporti tra stazione appaltante e singoli operatori economici aumenta il rischio di rendite di posizione, corruzione o favoritismi.
cit. edilportale.com

07 SETTEMBRE

Affidamenti in house, limiti 80-20 subito applicabili ai nuovi contratti

Il limite 80 – 20 nelle concessioni
In base al Codice Appalti (D.lgs. 50/2016), i titolari di concessioni di lavori, di servizi pubblici o di forniture di importo pari o superiore a 150mila euro, già esistenti prima dell’entrata in vigore del Codice (18 aprile 2016) e non affidate con gara pubblica o con la procedura del project financing, hanno l’obbligo di mandare in gara l’80% dei lavori e possono svolgere in house solo il 20% delle lavorazioni.
In questi limiti sono compresi anche i lavori di manutenzione.
Il Codice concede due anni di tempo, fino al 18 aprile 2018, per l’adeguamento e prevede che i controlli siano effettuati dall’Autorità nazionale Anticorruzione.
L’Anac quindi a giugno ha avviato il monitoraggio, ribadendo l’obbligo di adeguamento entro il 18 aprile 2018.
Una volta entrati a regime, i controlli saranno annuali e le situazioni di squilibrio dovranno essere risolte entro l’anno successivo.
CdS, il termine per l’adeguamento è tassativo
I giudici si sono pronunciati su una controversia nata perché il titolare di una vecchia concessione (già esistente prima del 18 aprile 2016) aveva affidato un nuovo contratto ad una società in-house, violando il limite 80 – 20.
Secondo il Tar Veneto non aveva commesso nessun illecito perchè l’obbligo di adeguamento alle nuove norme parte dal 18 aprile 2018.
Di parere opposto il Consiglio di Stato.
I giudici hanno affermato che non si tratta di un termine iniziale, ma finale.
L’adeguamento non deve avvenire a partire dal 18 aprile 2018, ma entro il 18 aprile 2018.
Questo significa che al 18 aprile 2018 le nuove regole devono essere completamente operative.
cit. edilportale.com