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ABUSI EDILIZI, ECCO LA CLASSIFICAZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO

ABUSI EDILIZI, ECCO LA CLASSIFICAZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO

maggio 11, 2017

Gli interventi eseguiti in assenza o totale difformità dal titolo abilitativo vanno sanzionati con la demolizione.
Mano più leggera in caso di variazioni non essenziali.


È quanto emerge dalla sentenza 1484/2017, con cui il Consiglio di Stato ha classificato i diversi tipi di abuso edilizio e indicato quale sanzione applicare in base al Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001).
Assenza o difformità totale dal permesso di costruire: scatta la demolizione
È la categoria di abusi più grave ed è disciplinata dall’articolo 31 del testo Unico dell’edilizia.
Avviene quando si realizza un’opera edilizia senza aver ottenuto il permesso di costruire, ma anche quando gli interventi effettuati sono completamente diversi da quelli autorizzati.
Questo si verifica se l’organismo edilizio costruito è:
– integralmente diverso per caratteristiche tipologiche architettoniche ed edilizie;
– integralmente diverso per caratteristiche planovolumetriche, e cioè nella forma, nella collocazione e distribuzione dei volumi;
– integralmente diverso per caratteristiche di utilizzazione (la destinazione d’uso derivante dai caratteri fisici dell’organismo edilizio stesso);
– integralmente diverso perché comportante la costituzione di volumi nuovi ed autonomi.
In tutti questi casi è prevista la demolizione e ci sono anche conseguenze penali a carico del responsabile.
Variazione essenziale rispetto al progetto approvato
Questo caso, regolato dall’articolo 32 del TUE, è parificato agli interventi realizzati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire.
Questo significa che sono puniti con la demolizione, ma gli effetti penali sono minori e si limitano all’ammenda fino a 10.329 euro.