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CORRETTIVO APPALTI, IN ARRIVO MODIFICHE SUI POTERI DELL’ANAC

CORRETTIVO APPALTI, IN ARRIVO MODIFICHE SUI POTERI DELL’ANAC

aprile 29, 2017

Il potere, previsto dal Codice Appalti per ottenere un sistema più spedito ed evitare ricorsi, è stato cancellato dal Correttivo.
A pesare sulle scelte del Governo è stato il parere del Consiglio di Stato.
Ma Palazzo Spada ha precisato, in una nota, di aver chiesto solo la riformulazione e non l’abrogazione della misura.


Il Governo potrebbe ora decidere di reintrodurre la misura utilizzando la manovrina, che a breve inizierà l’iter in Parlamento per la conversione in legge.

Anac e i pareri di precontenzioso
Dato che in passato l’iter delle gare è stato spesso rallentato da liti e ricorsi, il Codice Appalti stabilisce che, su iniziativa della Stazione Appaltante o di una delle parti, l’Anac si esprima su questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure.
Il parere vincola le parti, ma può essere impugnato anche davanti al Tar e al Consiglio di Stato.
Questo aspetto non cambia.
Limitati i poteri dell’Anac
Nell’approvazione definitiva del Correttivo, il Consiglio dei Ministri ha tenuto conto delle perplessità espresse sull’’argomento dal Consiglio di Stato e ha abrogato il comma 2 dell’articolo 211.
La decisione ha scatenato molte polemiche da parte di sindacati, addetti ai lavori e parlamentari, che hanno parlato di colpo di mano del Governo e di mancanza di una reale volontà di combattere la corruzione e sbloccare il mercato degli appalti.

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